COSENZA - Non ci sono più cassonetti a Piane Crati, il Comune li ha eliminati da un anno. Non servivano più, erano antiestetici e poco igienici. Ora i rifiuti vengono ritirati direttamente a casa, con il porta a porta. Tanti piccoli contenitori, pieni di materiali rigorosamente selezionati. Riciclano tutto i pianesi, il 93% dell'immondizia è destinato a nuova vita. Carta, vetro, plastica, alluminio, metalli vari e rifiuti speciali, come le batterie, vengono inviati a centri specializzati. Poco, pochissimo, finisce in discarica.
Tanto che il 10 luglio prossimo, Michele Ambrogio, sindaco del piccolo centro (meno di duemila abitanti) alle porte di Cosenza, riceverà a Roma il premio "Riciclone 2008". Un riconoscimento nazionale ideato da Legambiente nel 1994 e patrocinato dal Ministero dell'Ambiente, che ogni anno seleziona l'ente locale che ha ottenuto il risultato migliore nella gestione dei rifiuti. La giuria, composta da esperti e aziende del settore, valuta una serie di parametri indicativi della sensibilità delle amministrazioni comunali. Le raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche gli acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati. Dati ricevuti dai comuni, ma verificati sul posto con i tecnici, i circoli ambientalisti territoriali, gli osservatori regionali e le Arpa regionali.
E' ovviamente soddisfatto il sindaco Ambrogio: "Un premio così importante dimostra che anche da un piccolissimo comune della Calabria e del Mezzogiorno possono giungere segnali positivi in materia di cultura ambientale".
Risultato "straordinario", per Legambiente nazionale, ma non semplice da raggiungere. A Piane Crati ci hanno lavorato per anni. Iniziando dalle scuole e promuovendo una fitta campagna d'informazione. "I bambini - spiega Ambrogio - sono stati fondamentali, il motore che l'amministrazione ha trovato all'interno delle famiglie". Poi sono arrivati anche i risultati economici, che non sono cosa da poco e che dimostrano come riciclare "oltre ad essere un atto di educazione civica, sia anche conveniente".
Fino a pochi anni addietro l'amministrazione portava in discarica oltre 40 tonnellate di spazzatura al mese per un costo che si aggirava intorno ai duemila euro, negli ultimi tempi invece i volumi si sono ridotti a meno di due tonnellate e il paese versa dai 12 ai 15 euro mensili. Spiega il sindaco: "I miei concittadini, hanno capito la lezione di Napoli e della Campania e intuito come attraverso una politica attenta e virtuosa della raccolta differenziata si possa arrivare a risparmiare fino al 20% delle tasse sui rifiuti".
E poi c'è la comodità, niente più sacchetti maleodoranti accumulati per strada, tutto viene ritirato a domicilio. E per le emergenze ci sono sempre le isole. Tre aree nelle quali è possibile lasciare i rifiuti che eccezionalmente vengono prodotti o che non possono restare in casa per più di un giorno.
Ora a Piane Crati si guarda al futuro, imparata la lezione del riciclaggio Ambrogio punta a far diminuire anche la quantità degli "scarti". "Il prossimo passaggio, che peraltro già sta dando buoni risultati in Toscana ed in Emilia, è quello di far pagare la tassa dei rifiuti sulla produzione reale. Per ora l'imposta è calcolata sui metri quadrati delle abitazioni, ma noi vogliamo iniziare a ragionare sulla quantità". Insomma meno sporchi, meno spendi.
Maurizio Spezzano
Al Sindaco
Andrea Giordani
non Le nascondo il mio rammarico nell’aver ricevuto la convocazione dell’ennesimo Consiglio Comunale per venerdì 20 giugno. Lei sapeva bene che ero impegnato nel mio lavoro di docente e di Commissario agli Esami di Stato, atto conclusivo della carriera superiore di tanti studenti. Incarico a cui, per deontologia professionale e per dovere morale verso i miei alunni, non posso rinunciare, perché verrebbero meno i motivi stessi per cui ho scelto di fare l’insegnante.
Malgrado Lei sapesse di questi miei impegni, perché da me informato, ha continuato a imperversare nei suoi comportamenti scorretti, sia come uomo che come politico. Come uomo, perché non ha tenuto fede alla parola data, come politico, perché sta facendo prevalere gli interessi di pochi sui diritti di tutti i cittadini.
Mi aveva garantito, verbalmente con una telefonata, che avrei avuto le copie fotostatiche delle osservazioni al PRG in tempo utile per prenderne visione e continuare a dare corso al mandato avuto dagli elettori e dal mio gruppo in seno alla Commissione Osservazioni al PRG. Ma ciò non è avvenuto, facendo venire meno le condizioni stesse del mio impegno presso
Se questa è l’idea che Lei ha della Democrazia e della partecipazione non posso che prenderne atto e continuare a fare le mie battaglie in seno al Consiglio Comunale, senza sconti e senza più confronti, usando tutte i mezzi legali per fermare la deriva autoritaria che Lei e il Suo gruppo state imprimendo alle Istituzioni locali, intese da Voi come “roba” personale.
La disponibilità da me dimostrata in più di un’occasione da oggi non l’avrà più. Non Le nascondo che sono venute meno le condizioni di stima e rispetto che bisogna avere, sempre e comunque, verso il Primo cittadino, anche se di parte avversa.
Chiudo qui, cosciente di aver sempre svolto con scrupolo il mio incarico di amministratore e di aver dimostrato in più di un’occasione la mia disponibilità al confronto, che Lei con questi atti autoritari ha voluto troncare in malo modo.
Labico, 18 giugno 2008
Casello, Rifiuti, Lavoro e Incarichi
CASELLO
Sulla Valmontone-Cisterna abbiamo detto tutto ciò che era possibile dire, forse ci siamo dimenticati del fatto che in realtà la bretella in questione c’entri poco o nulla: qui si tratta solo del casello autostradale di Labico. Un’opera costosa e dall’impatto ambientale devastante per il già fragile territorio comunale, voluta fortemente da chi ha già provveduto a farne scempio con il cemento, consumando il territorio nel silenzio più assordante, con la complicità di una parte dell’opposizione passata. La messa in sicurezza della Casilina è la foglia di fico per coprire la realtà vera dell’opera: creare un interporto nella zona di Colle Spina, rendendo impossibile la vita dei residenti del quartiere, attirando una quantità esorbitante di automezzi pesanti e sventrando da parte a parte l’unico polmone verde del paese: Fontana Marchetta e i Casali. Là dove oggi ci sono prati e alberi, domani c’è la concreta possibilità di veder circolare solo mezzi pesanti e un andirivieni di tir, con il rischio di ulteriori costruzioni invasive.
Sono convinto che ci possa essere benessere e ricchezza a prescindere dal solo cemento e dalla devastazione del territorio. Molti comuni stanno recuperando i centri storici e stanno tutelando i prodotti tipici: a Labico è possibile fare la stessa cosa, avendo un bel centro storico da salvare e prodotti tipici che non mancano.
Il costo dell’opera resta molto alto, destinato con gli anni a crescere sempre di più, ma per renderla più appetibile hanno eliminato qualche parte che giudicano al momento superflua. Resta alta, anzi altissima, la spesa per gli espropri e la costruzione del solo casello, che da soli assorbono più dei due terzi del costo complessivo dell’opera.
Mi piace ricordare che anche la parte del nostro gruppo favorevole al casello, si è dichiarata non più disposta a sostenere l’opera così invasiva, avendo intravisto il danno irrevocabile al nostro territorio.
RIFIUTI
Napoli non è poi così lontana da Labico. Resta da scoprire quanto tempo occorrerà prima che ciò avvenga. La gravità della situazione è data dal fatto che la prevista ristrutturazione della società GAIA, comporterà il licenziamento di una parte di maestranze. Non siamo riusciti a capire il motivo per cui il nostro comune continui ostinatamente a perorare il contratto con GAIA, considerato che il fallimento è sotto gli occhi di tutti. Sarebbe stato importante scoprire le cause di tale disastro. Di questo non se n’è parlato, forse perché il baraccone è stato terreno di caccia elettorale per più di una persona e palestra di sprechi e speculazioni finanziarie che l’hanno condotta al disastro.
Comunque il contratto non è conveniente, perché oltre alle parole non c’è niente di concreto, se non le solite promesse di un ente destinato comunque a morire, così come si evince dal dispositivo di delibera. Una cosa è certa: sono aumentate le tariffe, destinate anch’esse ad aumentare ancora, ma il servizio non solo non è migliorato, ma addirittura peggiorato. Inoltre, non si capisce chi dovrebbe controllare le inadempienze contrattuali, considerato che del passaggio settimanale del mezzo meccanico non c’è traccia, con le strade che sono sempre più sporche e i secchioni sempre più pieni.
LAVORO
E’ stata la nostra vittoria. Abbiamo condotto con passione una battaglia incentrata più che sugli aspetti economici, sulla dignità umana. La delibera proposta ha messo in luce la scarsità dei mezzi, messi a disposizione dall’amministrazione, destinati al lavoro. Per anni si è tenuti sotto la soglia della dignità sette lavoratori che percepivano al netto qualcosa come 250 euro al mese. Abbiamo giudicato tutto questo immorale e abbiamo costretto la maggioranza a votare un nostro emendamento che ha raddoppiato la cifra percepita fino ad oggi.
Nessuno di noi sogna di mettere il cappello su questa vittoria, ma siamo convinti che ciò non sarebbe accaduto se, caparbiamente, non avessimo puntato i piedi. L’inclusione al lavoro di persone svantaggiate e una più giusta retribuzione sono elementi distintivi del fare politica vera del nostro gruppo.
Abbiamo avuto la certezza di ciò che andiamo a denunciare da tempo, cioè che le delibere sono approssimative, quando a una prima lettura ci siamo accorti che veniva menzionata la forma contrattuale del CO.CO.CO, oramai superata da altre forme contrattuali, facendola cassare dalla convenzione.
Certo, la vittoria non risolve il problema della precarietà, ma almeno dà sollievo a chi da ora si sente maggiormente tutelato da ciò che stiamo facendo in Consiglio Comunale, che ci vede in prima linea nella difesa dei diritti, a partire dal lavoro e dai servizi al cittadino, ma soprattutto dalla serietà della nostra opposizione, non chiusa ma attenta ai bisogni reali dei cittadini.
INCARICHI
Il punto più dolente della giornata è stato l’ultimo: l’affidamento di due incarichi esterni. Si è sfiorato il ridicolo oltre che la farsa. Il resoconto dei lavori del Consiglio di Tullio è più che esaustivo. Qui mi preme rilanciare la questione morale che sembra non interessare più nessuno.
E’ inaccettabile, inammissibile, vergognoso che si deliberi di regalare 20 mila euro a due “esperti?” esterni, con il solo compito di redigere una relazioncina di mezza paginetta, quando per racimolare qualche centinaio di euro, per l’aumento dei salari dei lavoratori di prima, si è dovuto ricorrere a ogni sorta di giustificazione. Evidentemente gli “esperti?” rispondono a logiche spartitorie che sfuggono alla mia intelligenza. Possibile che in Comune non ci siano persone con tale alta specialità da redigere una relazione e risparmiare 20 mila euro? Possibile che tra i destinatari dell’aumentato capitolo di spese del personale del comune, pari a 200.000 euro, non ci sia uno che possa prendersi la responsabilità di decidere a chi dare la licenza per aprire la nuova edicola?
Mi sarei aspettato dai consiglieri di maggioranza un sussulto di orgoglio, un atto di coraggio, una presa di distanza, almeno dalla delibera sugli incarichi, anche perché aveva poco di politico e molto dell’affaristico. Sarebbe stato un gesto vero, sarebbe stato il segnale necessario a far capire che siamo eletti dal popolo e che il nostro compito è quello di tutelare gli interessi dei cittadini e non sperperare denaro pubblico al solo scopo di fare clientela. 20 mila euro che avremmo potuto impegnare in bel altro modo. Tutto questo non c’è stato, dimostrando ancora una volta che l’indirizzo politico di questa amministrazione viene individuato fuori dal Palazzo Comunale e che basta uno sguardo minaccioso di qualche caporione e tutti abbassano la testa e alzano il braccio.
Resto convinto che sarebbe stato un bel segnale: avrebbero potuto dimostrare che la dignità ha più valore dello scambio, il coraggio più peso della paura, gli interessi degli elettori più importanza di chi vuole fare i propri interessi.
Ma io resto un illuso; un testardo, un cocciuto, un ostinato, un romantico illuso. Non voglio e non posso arrendermi; caparbiamente devo continuare a credere che
Aumentano solo le spese per il personale, per
Tutti i servizi comunali hanno subito un aumento sostanziale, più del tasso di inflazione programmato. Solitamente i cittadini, non la gggente, pagano le tasse perché in un paese civile bisogna pagarle, indipendentemente da quel che sostiene il Presidente del Consiglio che giudica immorale pagarle, sarebbe opportuno, però, che all’aumento corrispondesse anche un miglioramento dei servizi. Io sono convinto che questi non solo non migliorano, ma peggiorano: sulla scuola abbiamo già detto e molto ancora avremo da dire, sulla qualità della mensa, molto è stato detto e molto si dirà; sugli impianti sportivi, meglio tacere, considerato che il campo di calcio diventerà un bel palazzo da riempire con altri cittadini che arriveranno credendo di stare nell’Eden, prima di scoprire che si trovano in una bolgia dantesca; sul sistema idrico con annessi e connessi, meglio stare zitti, fra poco arriverà l’estate e ce ne accorgeremo da soli; sulla TARSU preferisco tacere, ma ugualmente mi faccio una domanda: quanto mancherà prima di diventare come Napoli? Avete visto i cassonetti dell’immondizia? Avete visto come sono sempre pieni? Avete visto le strade di Labico, non quelle del centro, ma quelle che dovrebbero essere pulite con il mezzo meccanico? A proposito, è stato bocciato un nostro emendamento al bilancio che chiedeva l’acquisto di qualche cestino. Vi rendete conto? E sull’addizionale IRPEF, vogliamo parlare della furbata pre elettorale, con presentazione e ritiro della delibera, facendo scatenare un putiferio nel Consiglio di marzo? Dei circa 335.000,00 Euro previsti, stima al ribasso, così come tutte le entrate, che ne faremo visto che è difficile individuare la destinazione finale?
L’altra chicca è il Programma Triennale delle Opere Pubbliche, che accompagna il bilancio di previsione. Quante sviste, quante dimenticanze, quanta polvere!
Ce ne sono alcune che si trascinano da anni, senza aver ancora visto la posa della prima pietra, ad esempio, la messa in sicurezza della Casilina, altezza stazione ferroviaria, Altre sono altisonanti, come la pista ciclabile, con relativo ampliamento, citata più di una volta. Altre sono state concepite sotto effetto di sostanze allucinogene: Sottopasso, Scala Plateatico e Scala Piazza della Chiesa.
Si è dimenticato l’ovvio, che noi abbiamo fatto presente:
Ultima cosa del bilancio: l’avanzo di amministrazione, pari a 313.000,00 Euro, non c’è più. Sparito. Volatilizzato. Si vede che per vincere le elezioni hanno raschiato il barile con tutti quei lavori da iniziare, ma le opere sono rimaste a metà, altre addirittura all’inizio.
Mi fermo qui. Se un bilancio si deve fare di questo primo anno di vita amministrativa, credo che non sia una menzogna sostenere che ad oggi, l’amministrazione Giordani-Galli è FALLIMENTARE sotto ogni aspetto. A un anno dall’insediamento non c’è una sola opera che possa essere annoverata a questa amministrazione, se non l’aumento delle tasse per i cittadini e le spese per Sindaco e Assessori.
Dimenticavo di dire che le previsioni d’entrate sono tutte sottostimate. Volete saperlo perché? Perché in questo modo, in fase di assestamento di bilancio, all’incirca nel mese di novembre, avendo riscontrate maggiori entrate le utilizzano per fare contento qualche amico. E’ un vecchio trucco utilizzato da amministratori furbetti, che utilizzano il tesoretto a piacimento, senza che questo possa essere discusso a tempo debito, dando la possibilità a costoro di apparire virtuosi, senza esserlo. Nel frattempo, l’anno passa e nulla si è fatto e nulla può essere fatto, se non coprire qualche falla dell’ultimo minuto, magari per tappare la bocca a qualcuno che reclama lavori da fare e mai fatti, promesse non mantenute, impegni dimenticati.
Che facciamo, continuiamo a dare credito a costoro? Meglio cambiare.
E’ passato un anno dalle elezione e a Labico l’amministrazioni ha le sembianze di un fantasma. In questo anno non si ricorda un solo atto che possa far dire che si è fatto qualcosa. Se Lei fa un giro per il paese si rende conto di quello che sto dicendo. Non c’è un solo angolo che non sembri abbandonato. Il paese è trascurato, trasandato, eppure, i nostro amministratori continuano a dormire e non si sentono in obbligo verso i cittadini di fare qualcosa. Ho l’impressione che la nostra amministrazione sia senza testa, nel senso che è senza comando. Ancora oggi non sono riuscito a capire che è il sindaco vero né dove abiti.
Un vero sindaco decide il da farsi, detta l’agenda politica, prende decisioni. Tutto all’interno del Comune. A Labico ho l’impressione che le decisioni continuano ad essere prese altrove. Cioè, intendo dire che le grandi questioni, urbanistica, lavori pubblici, assetto del territorio, vengano solo avvallate dalla maggioranza, ma la linea è dettata da altri che hanno interessi specifici nel settore. Può essere che sbaglio, non ho certo il dogma dell’infallibilità, ma si percepisce un vuoto di potere che a qualcuno fa comodo.
E’ chiaro che le nostre posizioni sono distanti anni luce e lo si è capito dal programma elettorale. Ma noi siamo persone di buon senso e sappiamo bene che lo scontro sterile e fine a se stesso non giova alla cittadinanza, malgrado qualcuno ci accusi di fare solo opposizione. In più di un’occasione abbiamo dato la nostra disponibilità a risolvere congiuntamente problemi gravi per la comunità. Le faccio un esempio: la scuola, argomento particolarmente caro a me stesso. Il 3 agosto del 2007, abbiamo votato all’unanimità, in Consiglio Comunale, la formazione di un gruppo di lavoro con l’incarico di risolvere il problema autonomia scolastica. Nel frattempo l’anno scolastico è passato e quel gruppo non si è mai riunito. In più, la richiesta di autonomia presentata dall’Amministrazione è stata respinta all’insaputa della stessa maggioranza, tant’è che hanno omesso di fare ricorso agli organi preposti, facendolo in un secondo tempo, ma solo su nostra segnalazione, al Presidente della Repubblica, con il rischio di vedersi annullata la richiesta, considerato che un primo grado di giudizio è saltato per incapacità.
Non è difficile capirne i motivi. La scuola non porta consenso elettorale, ma soprattutto non fa arricchire. Ora, se la linea politica è dettata da altri, è chiaro che la scuola passa in secondo piano. Ho denunciato più volte il fatto che Labico è l’unico comune in Italia a non avere un Assessorato all’istruzione. Queste cose devo far riflettere i cittadini, in quanto soggetti interessati alla questione. Il solo fatto che la scuola è trascurata dovrebbe suscitare un moto di protesta senza fine. La scuola è il futuro di ogni paese, ma non a Labico.
Una cosa semplicissima: convocare una conferenza dei servizi, coinvolgendo gli attori principali del contenzioso: il comune di Labico, il comune di Valmontone,
Sul PRG sta lavorando
Tutto tace. E’ da un po’ di tempo che ho ripreso la mia battaglia per far portare a termine le opere di urbanizzazione delle varie lottizzazioni non finite. Leggendo gli atti ne ho scoperte delle nuove; ad esempio, c’è una lottizzazione totalmente difforme da quella approvata in Consiglio Comunale. Una lottizzazione terminate nella parte delle case, ma totalmente priva delle opere di urbanizzazione. Ho letto la convenzione da cui emerge chiaramente la malafede di chi ha sottoscritto quell’atto, sia gli amministratori dell’epoca che i costruttori, che si sono premuniti di incassare i soldi e poi si sono sciolti come neve al sole. Io personalmente, più di una volta ho tentato una mediazione, ma ho avuto l’impressione che gli stessi responsabili non ne vogliono sapere. A questo punto ci siamo rivolti ad un avvocato e abbiamo preparato una denuncia da presentare alla Procura della Repubblica. Voglio vedere se con questo sistema le cose si aggiustano. E’ inammissibile che dopo anni ancora non siano stati portati a termine i lavori relativi ai servizi. Non so quante volte è dovuta intervenire l’autospurgo per liberare dall’intoppo le fogne di questa lottizzazione. E’ semplicemente scandaloso.
Non credo che questo corrisponda al vero. Sicuramente rispetto a prima c’è stato un coinvolgimento maggiore, cosa che viene scemando naturalmente ad elezioni finite. Le posso giurare che in seno al Consiglio Comunale stiamo conducendo una opposizione rigorosa nei modi e nei contenuti. Coloro che hanno assistito ai Consigli possono testimoniare sulla nostra voglia di combattere punto per punto e di non lasciare niente al caso. Inoltre, prima di ogni Consiglio invitiamo i nostri sostenitori a confrontarsi con noi sulla posizione da tenere in Consiglio. Quello che manca è l’approccio della piazza, nel senso che dovremmo organizzare degli incontri periodici nelle piazze per illustrare ciò che non va e sostenere la nostra posizione. Le annuncio che ci stiamo organizzando. Vorrei però che cittadini sapessero che ogni nostro atto è indirizzato alla tutela degli interessi collettivi e mai di parte, cosa che invece vediamo nella maggioranza
Intanto siamo in attesa di conoscere le intenzioni della maggioranza relativamente al bilancio che andremo a discutere nel prossimo Consiglio Comunale. Voglio ricordare ai labicani, che l’unico atto politico di questa maggioranza ad oggi è stato quello di adeguare lo stipendio del sindaco e degli assessori. Inoltre, nel consiglio di marzo è stata presentata, ma immediatamente ritirata per via delle elezioni, la delibera dell’addizionale IRPEF, che passava dallo 0.6% allo 0,8%, cioè il massimo consentito. Facendo due calcoli si può sostenere che l’addizionale in due anni è raddoppiata, passando dallo 0,4% del 2006 allo 0.8% del 2008. Stiamo aspettando per vedere se ciò verrà confermato. Concludendo, per loro si sono adeguati lo stipendio e ai cittadini hanno alzato l’addizionale. C’è da aggiungere, dopo una prima e veloce lettura degli atti che ho appena avuto oggi (13 maggio ndr) che tutte le imposte comunali sono aumentate nell’ordine di parecchi punti percentuali, malgrado in campagna elettorale avessero sostenuto il contrario. Noi combatteremo su questi atti, anche perché all’aumento non corrisponde un miglioramento dei servizi. Con questa logica si colpisce indiscriminatamente tutti i cittadini, senza rendersi conto che non tutti sono in grado di sopportare ulteriori rapine, soprattutto se vengono da coloro che hanno impostato una campagna elettorale contro le tasse del governo di centrosinistra.
Guardi, preferisco stendere un velo pietoso. La delibera votata nel Consiglio di dicembre giace impolverata in qualche scatolone in Comune, quando avrebbe già dovuto essere in Regione. La cosa strana è che dopo aver accusato il Sindaco di questa gravissima dimenticanza ci è arrivata la lettera di convocazione della Commissione. Una corretta Amministrazione deve dare corso agli atti votati in Consiglio, invece succede che il Sindaco e i vari Assessori soffrono di amnesie. Mi chiedo: se si fosse trattato di qualche lottizzazione di amici o parenti vari, secondo i lettori labicani, avrebbero avuto gli stessi vuoti di memoria? Non ci credo proprio. In quel caso gli amici e parenti vari gli avrebbero dato subito la sveglia. Allora voglio tornare alla dichiarazione iniziale: chi comanda a Labico? Boh. Se così stanno le cose non il Sindaco. Io credo che Labico meriti di più e meglio. Merita una Amministrazione attenta ai bisogni e che risolva i problemi. Una delle prime priorità, secondo il mio modesto parere, dovrebbe essere quello di migliorare i servizi ed abbellire la nostra cittadina. Invece, se ci avete fatto caso, il paese è totalmente in balia degli aventi. Guardare i bidoni della spazzatura, guardate alle erbacce lungo le strade, guardate allo stato delle strade, è tutto trascurato, malandato, direi abbandonato. Guardate ai servizi, scadenti e insufficienti. Se così stanno le cose non passerà molto tempo e inizierà un’emigrazione contraria a quella avvenuta negli ultimi anni. Speriamo solo che questa agonia iniziata da un anno possa terminare nel più breve tempo possibile. Secondo i miei calcoli fra un anno e mezzo.
Questo documento è stato da me allegato ai lavori della Commissione sulla bretella Valmontone-Cisterna. In realtà nell'incontro di ieri si è discusso unicamente del casello autostradale ricadente su Labico, senza che gli altri due nostri consiglieri lo avessero capito. Non è stata una bella riunione, diciamo piuttosto che me ne sono andato alquanto incazzato, soprattutto per la posizione assunta dai due consiglieri di prima, che hanno fatto da spalla agli interessi di coloro che sono i nostri avversari politici, da cui siamo lontani anni luce, soprattutto per quanto riguarda l’assetto del territorio e la viabilità.
La mia posizione non è un mistero, in quanto dettata dal rispetto verso il programma sottoscritto in occasione delle elezioni, ma soprattutto non risponde a nessuna bottega politica, inclusa quella del mio partito, da cui mi dividono anni luce, rispetto a quest’opera, che io giudico dannosa, inutile e costosa per Labico, e che serve solo a soddisfare interessi speculativi su tutta l’area, che verrà invasa da strade che nulla hanno a che fare con la messa in sicurezza del
Io continuerò ad essere contro, non per partito preso, ma perché mi preme vivere in un paese a misura d’uomo, in cui a prevalere siano gli interessi di cui mi faccio volentieri portavoce: giustizia, rispetto per l’uomo e l’ambiente, solidarietà e redistribuzione del reddito.
Quest'opera non serve a Labico ma a coloro che vogliono farla realizzare, a costo di regalare 10 milioni di Euro, dei 30 previsti, alla Società Autostrade, a cui consegneremo il casello bello e pronto, ma pagato con i soldi dei cittadini. Infatti, la società Autostrade dell'uscita di Labico se ne fotte, perchè è troppo costosa e poco redditizia, la Regione, molto probabilmente non la finanzierà perchè troppo costoso e di interesse limitato al solo comune di Labico e non a quello regionale. Lo vogliono però i potentati locali, gli stessi che in tutti questi anni si son fatti i loro porci comodi a spese di tutti noi, contenti di poter continuare a lucrare agevolmente e a spese dei cittadini utenti, trovandosi un casello che ricade su terreni su cui avranno già messo le mani da tempo, visto che di quest'opera se ne parlava già dal 2000, in tempo per fare razzia di terreni agricoli utili all'impresa, che al costo di esproprio valgono 30 Euro a metro quadro e che la cifra stanziata per i soli espropri è superiore ai sei milioni e mezzo di Euro, l'equivalente di circa 13 miliardi di lire. I nostri con il loro voto favorevole, inconsapevolmente, stanno dando una mano affinchè tutto questo si realizzi, inclusa la speculazione sui terreni agricoli, il casello da regalare alla Società Autostrade e la morte definitiva del nostro territorio.
Loro potranno anche farlo, io e Tullio no.
Maurizio Spezzano, consigliere comunale
Documento allegato ai lavori della Commissione Consigliare sulle osservazioni alla bretella Valmontone-Cisterna allargata alla Società Autostrade spa, in data 21 maggio 2008
Abbiamo manifestato in più di un’occasione la nostra contrarietà alla realizzazione della bretella Valmontone-Cisterna, sia in consiglio comunale che in occasione dell’incontro aperto ai cittadini organizzato dalla lista Cambiare e Vivere Labico, del 19 gennaio 2008.
Sempre in fase di discussione, abbiamo allegato un documento a firma Tullio Berlenghi e Maurizio Spezzano, consiglieri comunali, ai lavori della Commissione Consigliare sulle osservazioni alla Bretella Valmontone-Cisterna, che mantiene tutta la sua validità.
Ad oggi le nostre posizioni non cambiano, semmai vengono rafforzate dall’opinione diffusa, nei cittadini-utenti, che l’opera in questione distruggerebbe definitivamente il nostro territorio, già martoriato da una politica urbanistica scellerata, senza diminuire l’importanza dell’inquinamento da polveri sottili e altro. Questa nostra posizione viene suffragata dai lavori di esponenti di primo piano dell’ambientalismo e della sanità che imputano al trasporto su gomma tutta una serie di ricadute negative sul versante della salute pubblica.,
Negli ultimi anni il trasporto su gomma è cresciuto in modo esponenziale, soprattutto per quanto riguarda il comparto merci. Questa situazione di grande squilibrio, che vede privilegiare il trasporto su gomme rispetto a quello ferroviario, genera un maggior impatto ambientale, un più elevato costo energetico, un più alto numero di incidenti e crescenti problemi di viabilità.
Dagli studi di settore emerge chiaramente che il trasporto su gomma, a causa del flusso crescente di merci in entrata ed in uscita, danneggia l’ecosistema in modo quasi irreparabile.
Noi siamo convinti che l’ulteriore sviluppo di questa tipologia di trasporto rischi di pregiudicare gli ecosistemi esistenti, già sufficientemente fragili.
Per provare a limitare almeno i danni nel breve periodo, è necessario abbandonare questo tipo di trasporto, investendo sul trasporto su ferro e incentivando quello pubblico sul privato. Il treno, sia per il trasporto merci che per i collegamenti in genere, ha un impatto ambientale di gran lunga minore rispetto al trasporto su gomma, riducendo in primo luogo l’inquinamento da gas serra, ma soprattutto i consumi energetici.
Lo stesso dicasi qualora si voglia prendere come parametro l’inquinamento acustico: il rumore prodotto dal traffico ferroviario è di gran lunga minore rispetto a quello prodotto da altre fonti motorizzate.
Ribadiamo quindi la nostra contrarietà all’opera in questione e al casello in particolare, in quanto, come già sostenuto in altri documenti allegati, l’uscita Valmontone-Cisterna, ha ricadute negative che possono essere ricondotte a due diverse questioni:
Restiamo a disposizione, invece, per uno studio di settore per la necessaria messa in sicurezza della Casilina, così come dimostrato dall’instabilità morfologica ed orogenetica del nostro territorio a cause delle piogge di questo periodo.
Labico, 21 maggio 2008
I consiglieri comunali
Bertold Brecht
DA OGGI SI FA SUL SERIO. NON SI SCHERZA PIU'.
SABATO INIZIEREMO QUESTO NUOVO CAMMINO CHE DOVRA' PORTARCI A RIPRENDERE IL DISCORSO, INTERROTTO BRUTALMENTE DA CHI NON HA VOLUTO CAPIRE CHE L'OPERAZIONE INTRAPRESA PRIMA DELLE ELEZIONI ERA PERICOLOSA. BASTA PRESENZIALISMI E VERTICISMI. UN VERO PARTITO COMUNISTA DEVE NECESSARIAMENTE COINVOLGERE LA BASE ED EFFETTUARE SCELTE CONDIVISE E NON IMPOSTE. PARTECIPATE ALL'APPUNTAMENTO E DATE IL VOSTRO CONTRIBUTO PER LA BUONA RIUSCITA DEL VII CONGRESSO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, MA SOPRATTUTTO DIFFIDATE DI CHI VUOLE EFFETTUARE UN REFERENDUM SUL NOME DEL SEGRETARIO E NON SULLA LINEA POLITICA CHE IL PARTITO DOVRA' SEGUIRE.
NOI CI SAREMO E CI BATTEREMO. AVANTI POPOLO ALLA RISCOSSA
Maurizio Spezzano
