L’autonomia e gli edifici che non bastano più
Intervista a Maurizio Spezzano, consigliere di minoranza
Raggiunta l’autonomia tanto inseguita adesso la scuola di Labico si trova a fare i conti con i – pur prevedibili - problemi di spazi. La popolazione cresce ma gli edifici scolastici – a parte il nuovo plesso della scuola primaria inaugurato un paio d’anni fa – sono sempre gli stessi. Da qui nascono esigenze di trovare soluzioni adeguate per garantire a tutta la popolazione scolastica il diritto allo studio. In questi giorni, ad esempio, si parla di un bando per la ristrutturazione e l’ampliamento della scuola media. Un bando di cui ancora non si conoscono i dettagli, né i vincitori, ma che prevede la realizzazione di sei nuove aule e di un ascensore. Basterà, almeno come primo passo? Lo abbiamo chiesto ad un rappresentate dell’opposizione, Maurizio Spezzano. Quando si parla di scuola è sempre il primo a farsi avanti. Forse perché è un professore, e in una scuola ci insegna, forse perché ha dei figli che la scuola labicana la frequentano, fatto sta che il problema scolastico è diventato un punto fermo nella sua politica locale e non c’è consiglio comunale in cui non se ne parli.
Cosa pensa della situazione degli edifici scolastici a Labico?
Aver raggiunto l’autonomia non può essere il traguardo finale. La maggioranza sembra invece pensare questo non rendendosi conto che gli spazi sono del tutto insufficienti. Se ne è reso conto anche il nuovo Preside… lo leggevo in un’intervista di qualche settimana fa. Non c’è una sala professori (quella che c’è non è una sala, ma un ripostiglio), non c’è una sala dove ricevere i genitori, tutto si fa in piedi e tutto rigorosamente in corridoio, alla facciaccia brutta della privacy e del rispetto verso i genitori, non c’è una sala che possa ospitare tutti gli insegnanti messi insieme e il povero Dirigente Scolastico ha dovuto provvedere con una sistemazione di fortuna: il corridoio della scuola, mancanza totale di laboratori, luoghi cioè dove si fa didattica con l’ausilio di altri mezzi necessari alla crescita pratica dei discenti…
Ma non crede che attraverso il nuovo bando molti di questi problemi verranno risolti?
Del bando non vorrei parlare. Lo abbiamo saputo solamente attraverso la “pubblicità” sui giornali. Per il resto, a mio avviso, è solo fumo negli occhi delle persone che ancora credono alle promesse di questa amministrazione, che leggono “stanziamento di totmila euro” e sono contenti senza chiedersi quali siano i reali meccanismi di assegnazione di un appalto.
Torniamo alla situazione attuale degli edifici, dunque…
Va bene… posso andare avanti… Il DSGA non ha uno spazio suo, ma lo condivide con la segreteria didattica che si occupa di altre cose, C’è una sola linea telefonica che funziona anche da fax e il collegamento internet è a singhiozzo. Per arrivare alle ultime settimane ci tengo a sottolineare che il timore dell’influenza di tipo A ha comportato l’installazione degli asciugamani elettrici. Un solo particolare: sono stati montati da giorni ma ancora non hanno sputato fuori neanche un soffio di aria calda. Non si comprende il motivo. Aggiungo che in questi giorni di pioggia è anche capitato di dover spostare alcune classi del plesso Maestra Iole perché la pioggia cadeva dentro le aule copiosamente. Quanti cittadini sanno tutto questo?
Crede che la situazione possa migliorare?
Questa è una situazione incancrenita. L’amministrazione interviene per tamponare senza rendersi conto che la scuola è altra. Un esempio: la scuola dell’infanzia, a fronte delle migliaia e migliaia di euro previsti per l’ampliamento, non ha una fotocopiatrice, costringendo gli educatori ad affidarsi a qualche benefattore per le copie fotostatiche che servono alla bisogna. La scala antincendio della stessa scuola, da utilizzare in caso di necessità, è stata realizzata senza logica, perché dà su un muro senza possibilità di fuga, vanificandone la realizzazione. Non ci credete? Provate a recarvi sul posto e controllate di persona. In tutti i plessi l’erba è vergognosamente alta e viene tagliata senza una scadenza logica, rendendo inutilizzabile questi lembi di verde (si fa per dire). La realizzazione della mensa alla scuola elementare, parliamo dell’ampliamento realizzato, non ha un lavandino o un lavello facendo ricorso, eventualmente, ai bagni dei bambini, non ha aperture idonee che possano far aerare la sala. L’assurdo è che non si è previsto neanche un bagno per le insegnanti. Parlo sempre dell’ampliamento nuovo. Potrei andare avanti all’infinito, però, se leggiamo i giornali di questi giorni sembra di vivere in una sorta di paradisi terrestre.
Quindi?
Le soluzioni tampone non risolvono nulla. Questo dovrebbe far riflettere i nostri amministratori. Ampliare la scuola media con sei nuove aule non risolve il problema. Anzi, si toglie quel poco di spazio verde rimasto intorno all’istituto, intervenendo su un terreno che qualche anno fa ha dimostrato di essere instabile. Un dato: la popolazione labicana e triplicata negli ultimi 15 anni ma i servizi scolastici sono rimasti immutati, se si esclude l’ampliamento della scuola primaria. Questo significa che qualcuno si è ingrassato alle spalle dei cittadini senza pensare che il paese si stava trasformando. E’ un dato preoccupante che testimonia la miopia amministrativa di questa classe dirigente, che pensa di ammassare le case e di lasciare i servizi in queste condizioni. Una vera classe politica avrebbe dovuto per tempo adeguare tutte le strutture, prima fra tutte la scuola, indispensabile servizio per tutta la comunità labicana.
Quale soluzione proponi per rendere la questione risolta?
C’è un solo modo: impegnarsi per costruire una nuova scuola. Un plesso scolastico nuovo in cui accorpare tutti gli ordini scolastici esistenti. Due i vantaggi: la possibilità di prevedere programmazioni verticali per tutte le classi e la liberazione del centro storico dal traffico bestiale che si crea in tutti gli orari scolastici. Un nuovo plesso significa programmare la scuola del futuro, con aule idonee, spazi sufficienti, palestra, aule speciali, parcheggi, verde, ma soprattutto la possibilità per il corpo docente di lavorare in armonia e la possibilità per l’alunno di identificare nella scuola un luogo di crescita e non di precarietà.
Nella variante al PRG è stata individuata una zona. Cosa ha che non va?
Intanto prima che l’iter dell’eventuale approvazione termini passeranno degli anni, rendendo ancora irrisolto il problema, perché se i ritmi di crescita restano quelli attuali fra due anni siamo punto e a capo. Secondo, c’è incertezza nella eventuale donazione del lotto previsto, in quanto legata a tutta una serie di affari che qualcuno trama alle spalle dei cittadini; terzo, attiguo alla zona individuata per la scuola è prevista la realizzazione di una struttura ricettiva, di cui non si conosce ancora oggi il destino, che renderà la zona scolastica particolarmente trafficata e caotica; quarto, ubicare una scuola in un territorio agricolo significa far esorbitare i costi per la realizzazione di tutti i servizi oggi mancanti; quinto, la lontananza dal centro abitato comporta costi sociali non indifferenti, rischiando di far divenire la scuola un luogo di emarginazione sociale, insomma una cattedrale nel deserto, costringendo i bambini che oggi raggiungono scuola a piedi a dotarsi di mezzi di trasporto. Considerate che ad oggi una buona percentuale di alunni, soprattutto delle media, scelgono di andare a scuola a piedi, che non è un male, anzi li fa crescere e responsabilizzare più velocemente.
La realizzazione del plesso scolastico in quella zona rende la scuola un corpo estranea all’intera comunità, soprattutto se paragonata ai nuovi indirizzi che arrivano dagli enti superiori, cioè quella di aprire la scuola anche ad altre realtà sociali e territoriali.
Ma voi come opposizione avete mai provato a dare la vostra collaborazione?
In tutte le occasioni in cui si è parlato di scuola abbiamo sembra dato la massima disponibilità alla collaborazione, intendo noi cinque dell’opposizione. Mai una volta che avessero accolto una nostra proposta. Il solo fatto che possa essere proposto da noi una qualsivoglia miglioria per loro è fuoco da spegnere a tutti i costi, o mettendo la sordina o dilatando i tempi in modo biblico. Per far capire meglio cosa intendo dire: quando in Abruzzo c’è stato il terremoto la prima cosa che abbiamo chiesto è stata quella di verificare la staticità degli edifici pubblici, primi fra tutti le strutture scolastiche. Bene, abbiamo avuto risposta alla nostra interrogazione il 31 luglio, se non erro, solo dopo che in Consiglio Comunale avevamo fatto la voce grossa in più di un’occasione. Se l’attenzione per la scuola di questi politici è pari alla celerità con cui rispondono alle nostre richieste di messa in sicurezza, allora stiamo freschi. L’ho detto e continuerò a ripeterlo all’infinito: questi non stanno lì perché hanno a cuore i bisogni dei cittadini, stanno lì solo perché devono tutelare affari su affari. L’esempio più concreto è la crisi che si trascina da mesi sulla composizione della Giunta e che non vede ancora soluzione. In un paese normale, ripeto, normale, avrebbero già dovuto fare le valigie e vergognarsi di questo balletto. Da noi, invece, stanno ancora lì, beati e felici che tutto vada in malora. Di una classe politica di questa fattura se ne può fare facilmente e felicemente a meno.
Un caso di coscienza
Da 50 anni vive senza cervello: è giusto tenerlo in vita?
Vorrei sottoporvi questo ennesimo, spinoso, caso di coscienza.
Questo signore è nato senza cervello e vive da cinquant'anni in uno stato di semi-coscienza. Trascorre le giornate in una stanza grigia, premendo pulsanti di cui non conosce il funzionamento. Rilascia interviste a giornali, riempiendo le pagine di bava e la sera appare in televisione dichiarando su tutto, soprattutto su ciò che non sa, accompagnando ogni risposta con un risolino di compiacimento. Firma leggi che non legge, e a comando le giustifica pure. I suoi interessi spaziano a iosa: i comunisti, i beluscones, le capre, i lavori in campagna, i piatti da lavare, il cambio del pannolino, la politica estera della locusta del Mali, il diritto alla vita accompagnato alla pena di morte, il ponte stretto dei pantaloni, i pescispada, i fichi d’india, la marmellata di more, i film di Alvaro Vitali, la biancheria intima, i bucatini all’amatriciana, il brodo di gallina, le barzellette di Pierino e sui carabinieri, i lavori con l’uncinetto, il punto a croce, la forfora e, non ultimo, l’uso della lingua nel culo del padrone.
Ha lo sguardo perso di chi ignora la risposta alla domanda più facile e guarda fisso negli occhi a fase alterna, una volta con un occhio e poi con l’altro.
Un po’ di tempo fa è stato rintracciato dai carabinieri in via Gradoli e alla richiesta dei documenti si è giustificato sostenendo di aver smarrito la strada di casa. Eh, eh, eh! E’ subito partita una commovente gara di solidarietà, da parte delle forze dell’ordine, per dotare il minidotato di navigatore satellitare.
Attualmente, oltre che a scodinzolare a ogni richiamo del gran signore, è capogruppo al Senato per il PdL. Partito dei Lestofanti. Sorprendendo tutti, alla presentazione della legge sui processi corti, nello stupore generale degli stessi commessi del Senato, è riuscito in un colpo solo a dire tre stronzate di fila e senza pausa: Berlusconi è bello Berlusconi è buono viva Belusconi. In sala stampa è partito un sonoro applauso da parte dei giornalisti presenti. Qualcuno aveva addirittura gli occhi lucidi!
I suoi organi, sottoposti da anni all’azione continua delle macchine, hanno subito danni irreversibili e gli stessi medici dubitano che possano essere espiantati e trapiantati su altri soggetti.
Uno così, con problemi di questa natura, è giusto lasciarlo attaccato alle macchine? Alcuni propongono di staccare la spina.
Voi, che ne pensate?
Questioni insolute e una sfida
Maurizio Spezzano
Senza dilungarmi oltre il consentito, porto a conoscenza dei cittadini tre problemi, due noti e una new entry, che abbiamo posto ma che non trovano soluzione. Eppure sono importanti. Queste vertenze le abbiamo poste nella sede propria, il Consiglio Comunale, ma ad oggi nessuna soluzione. A voi il diritto di giudicare il nostro/loro operato.
Colle Spina
Abbiamo chiesto che si apra una discussione franca su Colle Spina, in virtù del fatto che resta un territorio fuori da ogni ordine urbanistico. Non si sa chi ha la responsabilità della gestione territoriale né di quella amministrativa, chi gestisce i servizi né in nome di chi. La travagliata sorte del consorzio è nota a tutti, compresi i giochi che si sono scatenati alle spalle dei consorziati. Sappiamo solo che le case continuano ad aumentare senza limitazioni, malgrado il Piano di Recupero avessero previsto già un limitato numero massimo di lotti, che gli standard sono ancora in alto mare, che la progettazione degli immobili è nelle mani quasi esclusive di un unico tecnico. Abbiamo chiesto in Consiglio di lavorare sull’inserimento di Colle Spina nel tessuto urbano labicano, ma evidentemente qualcuno ha interesse a lasciare le cose come stanno, in modo da far proliferare le case e poi ancora altre case, una sorta di domino di cui non si conosce la fine. Abbiamo chiesto di porre un freno allo sviluppo irrazionale del quartiere e di sentire le esigenze dei residenti, non pensando di appesantire una situazione di per sé già problematica. Vuol dire che porremo la questione fino alla nausea, perché per noi Colle Spina ha la stessa dignità che ha il centro storico, perché non possiamo permetterci più di trascurare le sorti di questo quartiere, con il rischio di creare un ghetto.
Limitazione degli spazi pubblici
Con una delibera apparsa luminosamente all’orizzonte come il sole a mezzanotte, è stato regolamentato da parte della sola Giunta l’attribuzione degli spazi per le pubbliche manifestazioni. Questi magnifici cervelloni hanno ben pensato di limitare la possibilità di usare piazza Mazzini, come da sempre nella storia di Labico si è fatto, alle associazioni, ai partiti politici, si presume agli stessi commercianti della strada che non potranno più esporre i loro prodotti, al solo scopo di mortificare le decine di giovani che hanno animato l’estate labicana, fino alla sagra del marrone di sabato scorso. Senza rendersi conto della gravità della scelta selettiva e un po’ cretina di non concedere più la piazza si è posto un limite alla libertà di manifestazione che la nostra Costituzione garantisce. Regolamentare gli spazi in un paese dove gli spazi non ci sono è tipico dei dittatorelli poverelli, che per nascondere l’incapacità di essere loro promotori di iniziative culturali e politiche, limitano quelle degli altri. Decidere di prevedere come unica sede delle manifestazioni culturali o associative piazza del Mercato significa mettere a repentaglio l’incolumità dei bambini e il sistema nervoso dei genitori, vista la maggiore vicinanza alla Casilina e la mancanza di barriere tra questa e la piazza. Se poi vogliamo essere pignoli, segnalo che manca un punto acqua, un punto di scarico, una pavimentazione idonea; soprattutto si priva il paese dell’unica e sola zona di sosta, discriminando coloro che arrivano dai quartieri periferici e anche coloro che già pagano un canone annuo per la sosta. Da che mondo è mondo la piazza è punto di ritrovo, di incontro, di manifestazioni, di discussione. L’antica civiltà greca, madre di tutte le culture, nasce intorno all’Agorà, il posto deputato delle decisioni, che era il cuore pulsate degli affari e della politica. D’altronde che cosa ci si aspettare da gente che ancora oggi pensa che la politica sia solo un affare? Quella politica che i nostri astuti componenti di giunta vogliono relegare al Parco Tulli, l’unico attrezzato, si fa per dire, in paese e punto di ritrovo di mamme e bambini.
La delibera è stata votata all’unanimità dai componenti della giunta, ma mi piacerebbe sapere quale mente superiore ha realizzato per primo, imponendole a tutti gli altri, queste splendidi decisioni. Sicuramente una mente sopraffine, altezzosa, larga più di quattro dita. Peccato che oltre la fronte ci sia niente altro, soprattutto dentro: vuoto a perdere.
Scuola
E’ diventato un tarlo. Non c’è consiglio Comunale in cui non se ne parli. Questi pensano che inaugurare una presidenza significhi aver risolto tutti i problemi. Se poi gli spazi per tutto il resto sono insufficienti, beh, questo non è un loro problema.
Scuola media:
1) non c’è una sala professori (quella che c’è non è una sala, ma un ripostiglio), Infatti, dicasi sala qualsiasi ambiente di un edificio che si distingua per una particolare ampiezza o che sia destinato a scopi di rappresentanza o di riunione. (Devoto-Oli). La particolarità della sala in questione è l’esiguità della sala stessa. Amplia per i lillipuziani, irrisoria per i docenti.
2) La scuola è fatta anche di organi collegiali, uno di questo è il Collegio docenti. Non c’è una sala che possa ospitare tutti gli insegnati messi insieme e il povero Dirigente Scolastico ha dovuto provvedere con una sistemazione di fortuna: il corridoio della scuola. Tengo a precisare che il C. D. si deve tenere nella sede della scuola media per il semplice fatto che c’è la presidenza e la segreteria, che devono stare a disposizione in caso di insorgenza di chiarimenti da parte dei docenti.
3) Non c’è una sala dove ricevere i genitori, tutto si fa in piedi e tutto rigorosamente in corridoio, alla facciaccia brutta della privacy e del rispetto verso i genitori.
4) Il DSGA non ha uno spazio suo, ma lo condivide con la segreteria didattica che si occupa di altre cose, alla faccia di chi deve far quadrare i conti e gestire i pochi soldi che ha.
5) Chiamare Presidenza quel raccogliticcio sgabuzzino destinato al povero Dirigente Scolastico mi fa tenerezza, giusta sede di rappresentanza per una scuola che non lo è.
6) Mancanza totale di laboratori, luoghi cioè dove si fa didattica con l’ausilio di altri mezzi necessari alla crescita pratica dei discenti.
7) Una sola linea telefonica che funziona anche da fax (come già ho avuto modo di denunciare in Consiglio Comunale).
8) Collegamento internet a singhiozzo.
9) Il timore dell’influenza di tipo A ha comportato l’installazione degli asciugamani elettrici. Un solo particolare: sono stati montati da giorni ma ancora non hanno sputato fuori neanche un soffio di aria calda. Non si comprende il motivo.
10) Porte dei bagni inguardabili: qualche vandalo ha provveduto a sfasciarle, ma non si è provveduto a cambiarle o almeno a ripararle. Anche qui, privacy garantita.
Mi fermo. Il seguito nella prossima puntata.
PS: Visto che sono in difficoltà, soprattutto sulla scuola, sapete che cosa hanno fatto questi furbetti del quartierino? Hanno fatto pubblicato su Cinquegiorni di ieri (5 novembre ndr) un articoletto in cui esaltano un appalto sull'ampliamento, l'ennesimo, della scuola media. Sono ridicoli, anzi, non hanno il senso del ridicolo. Loro pensano che i cittadini siano stupidi, come se non fosse sotto gli occhi di tutti lo scempio scolastico e di come l'ampliamento non risolverà il problema.
Facciamo così: se non è vero quello che ho scritto mi invitassero ad un pubblico confronto, mettendo sul tavolo le dimissioni, mie o loro, in base alla verità che emergerà. Se hanno coraggio lo facessero. Io aspetto un loro segnale.
Se hanno le palle devono accettare la sfida.
Incapaci di governare, buoni solo a parlare
Maurizio Spezzano
Ciarlieri, questo credo che sia il termine più appropriato per questa squadretta senza moralità che è la maggioranza. Chiacchieroni esagerati, ma totalmente incapaci di mandare avanti la macchina amministrativa se non per i loro interessi. Infatti, l’unico atto che si ricordi è il PRG, perché fatto su misura per se stessi. Anzi diciamo la verità per intero, non gli interessi di tutti, ma del club dei decisionisti, quelli imparentati, legati da amicizia, esaltatori della speculazione, affossatori dell’ambiente, limitatori degli spazi di socialità, lottizzatori dell’interesse comune. Insomma, un gruppetto niente male, che fa il bello e il cattivo tempo, con un sindaco incapace di reagire e inappropriato al ruolo, succube del vice sindaco e gran signore del paese, che decide ogni cosa e chicchessia. L’altro assessore, quello rimasto, inviso a tutti gli altri della stessa maggioranza, asservito agli interessi della combriccola, gran parlatore e gran trasformista, che resta al suo posto solo perché funzionale al sistema di potere attuale. Un capogruppo di maggioranza che non decide perché non deve decidere, che prende impegni e non mantiene, che ignora i problemi che dovrebbe affrontare, ma che accusa e usa un lessico inappropriato e del tutto sconosciuto nelle sue accezioni. Gli altri stanno lì e non reagiscono, non si accorgono di quello che sta succedendo. Sicuramente qualcuno sarà in buona fede, forse pensa veramente di comandare per il semplice fatto di essere maggioranza, senza accorgersi che i giochi si fanno altrove e che il loro voto non serve al paese ma agli interessi di chi li cura. Almeno Di Stefano e Prestipino, anche se con motivazioni diverse, hanno avuto il coraggio di lasciare; il primo per motivi personali; il secondo per l’impossibilità di essere un vero assessore e di non sottostare agli ordini del vicesindaco (questo ha dichiarato in Consiglio Comunale).
Per noi tutto questo non è una novità. Sono due anni e mezzo che denunciamo i limiti del sindaco, lo strapotere del vicesindaco, l’accondiscendenza degli altri consiglieri. E’ da tempo che non hanno neanche la capacità di rispondere alle nostre domande, anche le più semplici; hanno paura del confronto, non vogliono affrontare le discussioni che vogliamo aprire, che non sono pretesti per allungare i tempi, ma la capacità di affrontare le problematiche che poniamo. Eppure ad affrontarli singolarmente sono tutti d’accordo con noi, ma al momento cruciale, le sedute consiliari, tutti hanno cambiato idea. Come ebbe a dire Nello, “sono ottimi solisti ma pessimo coro”.
Di chi è la responsabilità di questa perniciosa situazione? Chi è l’artefice di questo disegno politico che affossa la democrazia, il confronto, la discussione? Chi sono coloro che mettono gli interessi personali al di sopra di quelli collettivi? Queste domande più che una risposta meritano una soluzione. Per noi non è difficile proporne una: bisogna cambiare registro. Labico ha bisogno di cambiare classe politica ed amministrativa. La stagnazione che ha prodotto questa classe giurassica è sotto gli occhi di tutti, Sta lì dai tempi dei dinosauri, pronta a perpetuare se stessa, attenta solo alla salvaguardia del gruppo, piuttosto che della specie, cioè attenta a se stessa che non a tutti gli altri.
Questa è la situazione labicana. Ora bisogna scegliere: in questo nostro paese abbiamo bisogno di aria nuova, di una nuova amministrazione in grado di pensare al futuro, di programmare l’avvenire dei nostri figli, di rendere l’ambiente migliore, ma soprattutto in grado di accogliere chi viene da noi. Tutto questo non è stato fatto. Labico è diventato un agglomerato di case senza anima, senza spirito, senza amore. La socialità che rivendichiamo è fatta di incontri e di aperture, non di limitazione dei pochi spazi oggi esistenti. L’egoismo e il sospetto tarpano le ali della creatività, frustrano i bisogni dei ragazzi bisognosi di confronto per crescere.
Noi abbiamo un’idea diversa del concetto di amministrazione: ci interessano gli uomini e non gli affari; ci interessano le intelligenze e non l’oscurantismo; vogliamo i progetti e non i raggiri. Abbiamo dimostrato di essere un’ottima opposizione, che si informa e sa informare e vi dimostreremo di essere un’eccellente maggioranza, che sa amministrare e gestire la cosa pubblica nell’interesse della cittadinanza, perché sappiamo come programmare il futuro.
Ho letto su Cinque del 27 ottobre u.s. la “risposta” del gruppo Rinnovare per Labico alle mie dimissioni da assessore e mi trovo costretto a rispondere nella stessa (impropria) sede. La lettera di dimissioni a cui si fa riferimento era stata letta in consiglio comunale ed era quella – a mio avviso – la sede idonea per confrontarsi. La maggioranza ha scelto – per viltà o per mancanza di argomenti – di utilizzare una strada più tortuosa e che rende meno agevole il contraddittorio, ma non per questo intendo sottrarmi al mio diritto-dovere di replica inviando questa lettera a Cinque e non al sindaco, anzi – perdonate l’equivoco – al vicesindaco.
Le mie dimissioni erano un accorato invito, trasmesso con inquietudine e imbarazzo, nella speranza di un improvviso risveglio del Sindaco dal coma profondo in cui sembra vegetare da quando è stato eletto.
La mia lettera voleva essere costruttiva, pur se critica, e cercare un modo per dare maggiore equilibrio alla coalizione di maggioranza, mentre invece la regola è quella di ignorare i problemi, anziché affrontarli, e non è un caso che Di Stefano si sia dimesso a maggio e non sia ancora stato sostituito.
A quanto sembra è bastata l’estromissione di Prestipino per risolvere tutti i problemi e permettere alla maggioranza di fare quadrato attorno al sindaco, dimenticando probabilmente una “v.” prima di Sindaco. Ma questo non ha importanza, tutti i cortigiani sono stati chiamati all’ordine, e la pace è fatta.
Peccato che Giordani non abbia ancora capito la dinamica comunicativa messa in atto. I labicani devono avere l’impressione che le (poche) cose buone che si fanno siano merito del suo vice, mentre quando qualcosa non va la colpa va attribuita a Giordani. Questo è il messaggio che Galli trasmette abilmente ai cittadini.
Un Sindaco con
Per ricompattare la maggioranza, della quale fino ad oggi ritenevo di far parte, serviva una poltrona di potere, ossia il posto di quel Prestipino, l’intruso nel palazzo, a cui il potere effettivo non era stato mai concesso; io, consapevole della necessità di liberare quella poltrona, ho servito loro le mie dimissioni in un piatto d’argento.
Per screditarmi e togliere valore alle mie dimissioni il gruppo “Rinnovare per Labico” ha pensato bene di usare misere falsità.
Non è vero, infatti, che io abbia abbandonato il consorzio Colle Spina: è vero invece che il vice sindaco ha inviato a Colle Spina il suo emissario (il figlio Alessandro), il quale ha conquistato il potere del consorzio, violandone i principi statutari. Tutto questo per controllare un importante “serbatoio” di voti e per insabbiare le inadempienze del comune attribuibili alla gestione Galli e sulle quali Prestipino stava cercando di fare chiarezza. Stavo diventando “scomodo” e non è un caso che non venissi invitato alle riunioni nonostante la mia delega assessorile riguardasse proprio Colle Spina.
Prendo atto, con grande rammarico, che ormai non faccio più parte del gruppo di maggioranza Rinnovare per Labico; pertanto mi riterrò libero delle mie scelte politiche e sociali, senza sentire l’obbligo di sottostare, come mio malgrado ho sempre fatto, a ordini che spesso non condividevo.
Vincenzo Prestipino

“Per quanto riguarda invece
la rotatoria della Stazione, l’intervento
permetterà di gestire al
meglio la viabilità interna, in
particolare del quartiere “Le
Vignole”, che ha notevolmente
incrementato la popolazione. In
quel punto si è venuto così a
creare un notevole ingorgo di
traffico che sta causando non
pochi disagi sia alle autovetture
che ai pedoni. Abbiamo così
messo subito in cantiere l’appalto
per la costruzione dei marciapedi,
in via di ultimazione, e la
rotatoria che permmeterà un
notevole diminuzione della velocità
di attraversamento e, allo
stesso tempo, un migliore smistamento
del traffico veicolare.”
Come promesso continuo con l’elenco delle “grandi bugie” riportate sul giornalino “Notizie dal Comune” (N° 0 - Anno 1 – Edizione Dicembre 2006).
Quello che precede, infatti, altro non è che un articolo “estratto” (puro e semplice copia/incolla – tant’è che ho lasciato anche gli errori di battitura) dal quel “giornale patinato di propaganda politica” che, ancora una volta (ma ci saranno altri seguiti), dimostra le falsità dette da questi amministratori nonché la loro “giocosa” voglia di prenderci perennemente per i fondelli.
Cosa c’è che non và in quell’articolo dal titolo “Viabilità: arrivano importanti novità”?
C’è che quegli interventi non sono stati MAI realizzati ed in più viene messa in risalto la pericolosità di una strada che si immette sulla Casilina in prossimità di una curva pericolosa (dove ci sono già stati incidenti) senza aver preso alcun serio provvedimento oltre alle chiacchiere da bar.
Il che mi sembra grave… conoscere una situazione di pericolo e non sanarla è da irresponsabili.. ..
Rotatoria della Stazione?
Marciapiedi in via di ultimazione?
Chi l’ha visti mi scriva… sono passati 3 anni da quei “proclami” di efficienza amministrativa senza che si sia mossa “paglia” (e troppi ne passeranno ancora).
Sarò diventato cieco?
Ma non è finita qua… quando si prende gusto a raccontare bugie si tende anche ad esagerare ed allora si afferma pure che:
“Tra tutti ricordiamo
i lavori in corso per i
marciapiedi in via Casilina, sia
in direzione nord che in direzione
sud per collegare i pedoni
alla Stazione ed al centro industriale
e commerciale.”
Ora, oltre che cieco, sono diventato anche “smemorato” perché io tutti questi “lavori in corso” per marciapiedi che attraversano il paese su una direttrice nord/sud non riesco proprio a ricordarli…
Rotatoria della stazione.. marciapiedi fino alla stazione.. tutto falso (…ed il Centro Commerciale dove stà?)
Alla stazione, visto che gli piace l’argomento, “segnalo” che c’è un ponte di attraversamento pericoloso e mancano panchine e pensiline (che avevano promesso in campagna elettorale).
L’unica cosa che a Labico “staziona”, datemi retta, è la “buona amministrazione”… che forse ha preso il treno per altri lidi.
Dlin Dlon … prossima fermata Labico… il “paese dei balocchi” (e dei maritozzi).
Sgraffio
Gente senza dignità
(Regolamento mensa e buoni pasto)
Maurizio Spezzano
Che cos’è la dignità? E chi può essere persona degna? Queste due domande si stanno arrovellando nella mia mente da giorni. Cerco di essere chiaro con l’ausilio del vocabolario. Il Devoto-Oli dice di dignità: Rispetto che l’uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve avere nei confronti di se stesso ed imporre agli altri mediante un comportamento ed un contegno adeguati. Il Nuovo Zingarelli dice invece di degno: Che, per qualità intrinseche (proprie), si rende meritevole di rispetto, stima e onore. E’ da venerdì che si è rafforzato in me la convinzione che le persone degne non albergano in comune. Parlo di politica, naturalmente, non degli amministrativi, a cui va tutta la mia solidarietà perché pur essendo senza guida continuano indefessi a fare il proprio dovere con dignità e competenza. Come possiamo noi rispettare gente che ha due facce da usare secondo circostanza? E’ possibile stimare chi dice una cosa facendone un’altra? Si è meritevoli di onore se i patti stipulati vengono rovesciati per viltà ed egoismo? Questo è quello che provo dopo il voltafaccia avvenuto nell’ultimo consiglio comunale.
Questione 1: Regolamento mensa.
Nei lavori della Commissione IV avevamo votata all’unanimità sia il regolamento mensa che la riduzione del prezzo del buono pasto di 50 centesimi. Bene, in consiglio comunale le stesse persone si sono rimangiato tutto, spalleggiati da gente che non ha neanche letto il regolamento, che ignora ogni cosa della scuola e dei bisogni delle famiglie. Lo hanno fatto per egoismo e per paura. La paura, così come hanno candidamente ammesso, di vedere un organo consultivo gestito da gente nostra, non potendosi permettere uno smacco di questo tipo. E’ incredibile, le loro parole sono state queste. Nella fifa che li contraddistingue, loro sono convinti che noi controlliamo le mamme, pensando che siano tutte sceme o incapaci di decidere autonomamente. Ecco, questa è l’opinione che hanno di chi si batte per un servizio mensa migliore: gente al servizio di Spezzano o magari di tutta
Questione 2: Riduzione buoni pasto.
A margine del Regolamento, abbiamo sollevato il problema della riduzione del buono pasto, altro documento da noi presentato in Commissione e votato all’unanimità. Anche qui si è sfiorato il ridicolo. Naturalmente anche loro, la banda, d’accordo con il nostro ordine del giorno, con la piccola differenza che il buono pasto non avrà nessuna riduzione, malgrado l’impegno fosse di ridurlo a partire dal primo ottobre. Il motivo non ci è chiaro, non certo per ragioni di bilancio, neanche di opportunità. Secondo me, perché qualcuno ha deciso che chi ha deciso non doveva decidere, quindi decidendo non ha deciso perché le decisioni si decidono dove si decide. Spero di essere stato chiaro. Senza vergogne e senza dignità. La riduzione ha costo zero per le casse del comune, non vincola somme e soprattutto era cosa risaputa che il costo del buono pasto sarebbe diminuito, visto che il capitolato d’appalto prevedeva una cifra inferiore. Evidentemente si vuole fare cassa alle spalle dei cittadini e utilizzare le somme a piacimento. Però quando si è trattato di aumentare le loro indennità lo hanno fatto subito, alla faccia della crisi, della vergogna e del buonsenso! Ancora una volta si ha la convinzione della pochezza di questa gente: se si fosse trattato di villette bi-tri-quadri-penta-esafamiliari sarebbe stata cosa fatta. La riduzione avrebbe giovato alle famiglie in questo periodo di crisi, anche se poco, e sarebbe stato un segnale positivo alla popolazione. Invece niente. Ancora una volta i cittadini sono stati presi in giro, sfottuti e calpestati nella dignità, piegando il bisogno al capriccio. Ecco i nostri amministratori di maggioranza, attenti ad occupare posti e a tutelare se stessi, ma distratti quando si tratta di restituire. Ora sapete da che parte stanno, non certo dalla nostra, compresi i tre di maggioranza che hanno condiviso e poi votato l’ordine del giorno presentato in commissione da me e Nello. Strano come

FUORI DUE
DOPO DI STEFANO ANCHE PRESTIPINO SBATTE
E
SOTTO ACCUSA LO STRAPOTERE DI GALLI E L’INCAPACITA’ DI GIORDANI
IL CONSIGLIO NON APPROVA GLI EQUILIBRI DI BILANCIO E IL COMUNE E’ A RISCHIO DI SCIOGLIMENTO


Quanti di voi, amici “paesani”, ricordano (o hanno mai visto) il “notiziario amministrativo” Notizie dal Comune? …quell’opuscolo informativo di propaganda elettorale dell’ex Giunta Galli pagato da noi cittadini che ti ritrovavi come un volantino pubblicitario nella cassetta della posta.. da qualcuno rinominato il “bugiardino” (come il foglio illustrativo all’interno delle scatole medicinali) non perché contenesse le “indicazioni per l’uso” ma per le evidenti “incongruenze” tra il “detto ed il fatto” contenute al suo interno?
Aveva tre redattori nell’anno 2005 ma nel 2006 l’unico redattore era direttamente l’amministrazione comunale.
Usciva una volta l’anno (a dicembre) e sostanzialmente serviva a “magnificare” l’ottima gestione amministrativa del paese da parte loro… e non poteva essere altrimenti… chi se la suona se la anche canta!
In realtà ne vennero pubblicate solo due edizioni.. quella del dicembre 2005 e dicembre 2006 (aggiungerei meno male).
In quelle poche pagine “patinate” venivano messe in risalto opere faraoniche da realizzare di lì a poco tempo nonché interventi di edilizia e strutturali da fare invidia anche a Valencia e Barcellona messe assieme.
Si parlava di un PRG “attento alle esigenze della popolazione”, di un “piano di recupero del centro storico”, del “miglioramento della viabilità stradale” (rotatorie e marciapiedi) e di tante altre cose che stiamo ancora aspettando e che non vedremo mai realizzate (e se le vedremo non saranno come le hanno descritte)
A questo punto per qualcuno sarà abbastanza facile affermare che “quella” era un’altra Giunta.. ma sarà anche altrettanto semplice per me argomentare che i personaggi erano più o meno gli stessi di oggi (e che quindi dovrebbe esserci “continuità di intenti”).
Per cambiare argomento eviterò di tornare (al momento) sulla questione scuola ma per dimostrarvi quante “idee fantasiose” erano contenute in quegli “opuscoli pubblicitari” copierò ed incollerò per intero (senza tagli o aggiunte) quanto da loro affermato partendo, in questo lungo viaggio informativo di cui questa è solo la prima puntata, proprio dal loro nemico n° 1… il verde pubblico
Le nuove aree verdi attrezzate
Entro fine mandato saranno realizzati tre parchi verdi attrezzati:
Parco verde in località S.Maria (superficie 1/2 ettaro) Parco
verde di Palazzo Giuliani (superficie
campo sportivo (intera superficie del “vecchio” campo). Il parco
di S.Maria sarà realizzato soprattutto per i bambini che attualmente
non hanno un posto dove svagarsi. All’interno del parco è stato previsto
infatti un’area gioco completamente attrezzata di giochi e panchine
per il relax. Il parco di Palazzo Giuliani è stato progettato come
“percorso naturalistico anti-stess”, dove la presenza di piante, panchine
e verde renderà, nella cornice dello storico Palazzo, sicuramente
piacevoli le passeggiate dei cittadini bisognosi del relax quotidiano. Il
Parco del “vecchio” campo sportivo è stato invece concepito per le
attività sportive. Nel campo sono stati infatti previsti una pista ciclabile,
un campo di calcetto e giostre per i bambini più piccoli. Il nuovo
campo sportivo sarà realizzato invece a fianco del nuovo Palazzetto
dello sport che sarà terminato entro fine della prossima primavera.
(Stralcio del “Notiziario n° O – Anno I – Edizione dicembre 2005).
Bene… anzi benissimo!
Sul Parco verde in S.Maria abbiamo visto gli alberi seccarsi perché non innaffiati e “l‘area gioco completamente attrezzata” mai realizzata… ma almeno le panchine ci sono?
Ricordo ancora che parlavano di questo parco come fosse già realizzato quando era ancora un ammasso di erbacce e mucchi di terra… tant’è che da parte dell’opposizione ci fù una “finta” inaugurazione alla quale partecipò anche l’Assessore Regionale Tibaldi.. una piccola provocazione proprio per “rimarcare” l’invisibilità di questo parco della “moralità”.
Il “percorso naturalistico antistress” di Palazzo Giuliani è fruibile da tutti in qualsiasi momento della giornata?
Probabilmente la visione di tutta l’immondizia accatastata all’interno dell’edificio vecchio (quello in stato di abbandono chiamato popolarmente il “Castello di Sor Pippo) è, per qualcuno, un momento di relax e di “ritempramento psichico”… dopo una giornata di lavoro che c’è di meglio nel fare due passi tra la “monnezza” per rilassarsi?
La visione di lavatrici e frigoriferi abbandonati potrebbe suscitare in qualcuno momenti di “pura distensione e rasserenamento”.
Sul parco del vecchio campo sportivo ci facciamo notte.. ancora ricordo le parole del Sindaco Galli all’inaugurazione “Adesso lo abbiamo fatto… sta a voi mantenervelo”
Ma forse aveva ragione.. infatti, dopo aver affrontato la spesa maggiore per realizzarlo, non si spendono soldi per “conservarlo”…
Il manto erboso è secco perché nessuno provvede al ripristino dell’impianto di irrigazione guasto da tempo e l’erba, ormai, cresce solo nei “vialetti” di comunicazione (‘unico punto dove non dovrebbe esserci).
Ho visto mamme con le buste raccogliere la sporcizia, molti giochi sono oramai praticamente “rotti” (la colpa è anche di alcuni atti di vandalismo) e vista la mancanza di una “vigilanza” non è strano che vengano rinvenute siringhe e profilattici..
La pista ciclabile non si sa dove sia… forse è rimasta nei progetti.. incartata in qualche faldone!
Il campo di calcetto è praticamente autogestito dagli utenti… chi vuole và, accende l’impianto di illuminazione, gioca e se si ricorda spegne pure i fari al termine della partita (non sempre però).
Mamme.. un consiglio! Date retta all’ex Sindaco.. mantenetevi il parco ed oltre a raccogliere la sporcizia ogni tanto innaffiate e potate le piante.. armatevi di rastrello e pale e non dimenticate i guanti ed il cappellino per il sole.
Sul nuovo campo di calcio (quello che dovrebbe sorgere accanto al Palazzetto) bisogna vedere il “progetto” sul PRG.. verrà realizzato in talmente poco spazio che non ci sono neanche le strade di accesso… come dice Spezzano gli atleti ed il pubblico verranno paracadutati direttamente sull’impianto… mentre su quello attuale sorgeranno tante belle villette!
Per ora basta… il resto alle prossime puntate della serie “Ai confini della realtà” (oppure, per chi lo preferisce, “A volte ti ritrombano)”.
Saluti a tutti